Possiamo pensare all’innovazione come ad “un viaggio esplorativo di una nuova navicella spaziale Enterprise, la cui missione è quella di fare ricerca coraggiosamente per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima”?

A questa domanda hanno tentato di rispondere rappresentanti del mondo dell’astronomia e dello spazio che sono stati i protagonisti dell’evento “Space Innovation: back to big challenges”. L’Università Ca’ Foscari ha voluto osservare l’innovazione da un punto di vista diverso e inusuale, interpretandola come impresa “ambiziosa” capace di esplorare nuovi confini, attraverso soggetti imprenditoriali e accademici che ogni giorno cercano di rispondere alle grandi questioni sullo spazio e sui nuovi mondi.

L’innovazione nello spazio

Venerdì 25 Maggio presso il Campus San Giobbe dell’Università Ca’ Foscari Venezia si sono susseguite diverse testimonianze di ospiti d’eccezione che hanno chiuso il ciclo di incontri “Campus Life Grand Innovation”.

Nell’evento di chiusura, l’Università ha voluto mettere insieme due mondi apparentemente molto lontani ma che, in realtà , hanno dimostrato di avere molti punti di incontro: l’economia e lo spazio.

La scelta di associare queste due realtà è stata spinta dalla volontà di ispirare il mondo imprenditoriale ed accademico con spunti ed esperienze provenienti dalla scienza e dall’astronomia, quindi da una realtà che deve scontrarsi ogni giorni con sfide enormi e apparentemente insormontabili, quali lo spazio sconfinato. Tutto ciò con lo scopo di contribuire al progresso economico, culturale e sociale del nostro territorio.

I relatori presenti all’evento hanno raccontato le loro esperienze e hanno cercato di mettere in evidenza come negli ultimi anni i progressi tecnologici, e non solo, nello spazio stiano guidando anche il progresso sulla terra: dalle tecnologie di connessione e comunicazione, a quelle di monitoraggio delle condizioni delle persone e della terra, fino a quelle di sostenibilità ambientale e sociale.

Il Responsabile Unità “Innovazione e Trasferimento delle Tecnologie” presso l’Agenzia Spaziale Italiana, Anilkumar Dave, ha tentato di inserire il contesto spaziale e astronomico nel mondo economico e manageriale, paragonando una navicella spaziale ad una “Enterprise” che, come la navicella, deve rischiare per conquistare nuovi mondi o nuovi mercati. Stiamo assistendo con maggiore frequenza in questi ultimi anni ad un’applicazione delle tecnologie avanzate impiegate nel mondo astro-fisico al mondo “terrestre”, quindi ad oggetti di uso comune come lo smartphone, il computer o anche gli elettrodomestici. L’ingegner Anilkumar Dave ha, inoltre, voluto sottolineare come le tecnologie “spaziali” di ultima generazione possano avere un impatto sul pianeta, sia in termini ambientali ma anche a livello sociale e sul singolo individuo, riabbassando lo sguardo e l’attenzione sulla terra.

Inoltre, è emerso come nello spazio si presentino anche nuove opportunità di business, è il caso di D-Orbit, azienda specializzata nella progettazione e produzione di satelliti fino al loro smaltimento che ha rivoluzionato la considerazione del satellite da dispositivo solo finalizzato ad un uso scientifico e astronomico a vero e proprio creatore di valore economico in quanto potenzialmente impiegato in nuovi mercati molto diversi come l’agricoltura, il turismo, la sicurezza e la comunicazione.

L’incontro ha permesso di vedere in modo completamente nuovo il mondo imprenditoriale e le opportunità di crescita e di sviluppo che una realtà così scientifica, come quella dell’astronomia, sta offrendo sia nelle startup sia nelle realtà già consolidate. Il messaggio che è stato trasmesso è quello che per produrre innovazione, oggi le imprese non possono applicare ricerche già note, ma devono ricercare ciò che noto ancora non lo è, ed è compito delle università di accompagnare le imprese verso questi nuovi confini, aiutarle a leggere e a rispondere al loro bisogno di innovazione.