Vi siete mai chiesti che fine fanno gli avanzi di bar, panetterie e di tutti i buffet che a fine giornata rimangono invenduti sul bancone? Sicuramente i fondatori dell’App Too Good to Go sì e si sono dati una risposta: vengono buttati e sprecati. Per risolvere questo problema è nata nel 2015 in Danimarca l’applicazione che combatte gli sprechi alimentari e allo stesso tempo limita i livelli di inquinamento causati dallo spreco di cibo.

Molto spesso non ci rendiamo conto di quanto le piccole azioni quotidiane possano avere un impatto molto più ingente di quanto pensiamo e lo spreco alimentare è certamente una di queste. In Italia vengono gettate ogni minuto circa 20 tonnellate di cibo che, in termini economici, corrispondono a una spesa annua di 17 miliardi di euro. Non è solo il cibo in sé ad andare disperso, ma anche tutte le risorse che sono state utilizzate per produrlo, dall’acqua, alla terra, al lavoro. Dati alla mano, il food waste è ritenuto responsabile dell’8% delle emissioni globali di gas serra. Per questo motivo le Nazioni Unite hanno inserito all’interno dell’Agenda 2030 l’obiettivo di sviluppo sostenibile numero 12: 《garantire modelli di consumo e produzione sostenibili》, includendo, tra punti da sviluppare, anche quello di 《dimezzare lo spreco alimentare globale pro capite a livello di vendita al dettaglio e di consumo, e ridurre le perdite alimentari lungo le catene di produzione e di approvvigionamento entro il 2030》.

Si potrebbe dire che Too Good To Go sia stata ideata su misura per raggiungere questo traguardo. Arrivata in Italia a inizio 2019, è partita da Milano ampliando mese dopo mese la propria rete: Bologna, Firenze, Roma e Genova sono solo alcune delle città dove i ristoratori hanno aderito al movimento e si contano più di 300.000 utenti. Il totale europeo ammonta a 17 milioni di sostenitori. Il funzionamento prevede che ristoranti e commercianti di prodotti freschi che abbiano attivato le partnership con l’App danese, mettano in vendita le Magic Box, “bags” con una selezione a sorpresa di prodotti e piatti avanzati a fine giornata che non possono essere rimessi in vendita. I consumatori iscritti all’applicazione, o Waste Warriors (i “guerrieri degli sprechi”), attivando la geolocalizzazione ed entrando nell’apposita sezione dell’App, possono vedere quale attività offre Magic Box e in quale momento della giornata, visualizzando sulla mappa della città tre punti di colore verde, giallo o rosso in base alla disponibilità.  In questo modo, con un semplice tap sullo smartphone, si contribuisce alla lotta agli sprechi alimentari e alla tutela dell’ambiente, procurandosi allo stesso tempo una colazione o una cena di qualità, a prezzi minimi e pronta per essere consumata.

 

Too Good To Go è certamente una soluzione Win-win-win al problema degli sprechi alimentari: non solo il produttore riesce a massimizzare i profitti attraverso la riduzione degli sprechi, ma anche il consumatore e l’ambiente ne traggono beneficio. Il primo accedendo a un servizio a un prezzo minore, il secondo godendo di una netta riduzione delle emissioni. Ogni Magic Box acquistata equivale infatti alla riduzione di 2 kg di Co2. Secondo queste stime l’App anti spreco avrebbe evitato l’emissione di più di 57.000 tonnellate di Co2 dal 2016 fino ad oggi.

È proprio questa la logica alla base del concetto di economia circolare: un nuovo modello consumo in cui i prodotti mantengono il loro valore aggiunto più a lungo possibile e dove i rifiuti vengono ridotti al minimo. In questo caso il movimento dei Waste Warriors agisce allungando il ciclo di vita di un alimento evitando che si trasformi in rifiuto: invece che dal bancone del bar a una discarica, una brioche avanzata passa dalla Magic Box per finire sulla tavola della prima colazione. Per trovare un’alternativa al modello classico di “economia lineare” (take-make-dispose) è cruciale la collaborazione e il coinvolgimento dell’utente finale: considerare ciò che fino al giorno prima era uno scarto come potenziale articolo in vendita richiede un forte impegno e un cambiamento nelle scelte quotidiane del consumatore. Acquisire maggiore consapevolezza dell’impatto che può avere un acquisto a lungo termine accresce anche il senso di responsabilità del cliente, il quale, con un piccolo gesto, può contribuire significativamente alla lotta contro il cambiamento climatico.

 

“Ridurre gli sprechi alimentari è una delle azioni più importanti che possiamo fare per contrastare il riscaldamento globale” – Chad Frischmann.