Qual è l’impatto sociale che un’impresa può generare? Quali azioni devono essere messe in pratica per agire positivamente sulla società e come si possono misurare?

Il dottor Alberto Brugnoli, esperto di Social Innovation, in occasione di FestINNO 2020 cerca di dare una risposta a queste domande spiegando il significato di Corporate Social Responsability e il vantaggio competitivo che un’impresa può ottenere dall’adozione di buone pratiche di responsabilità sociale. 

L’internalizzazione di CSR si può sviluppare in due forme:

  • CSR debole: consiste nell’adozione di pratiche di buona cittadinanza, senza una ricerca del vantaggio competitivo, alla base c’è la filosofia del “non”;
  • CSR forte: consiste nella realizzazione di pratiche CSR per ridefinire le strategie aziendali e il proprio modello di business. 

Le imprese devono ispirarsi al concetto di valore condivisodi Porter e Kramer, ovvero devono generare valore e condividerlo per moltiplicarlo. Per farlo devono realizzare innovazione strategica sociale ridefinendo la logica con cui faccio impresa e adottando delle pratiche che hanno un impatto sociale. Così, le imprese possono riconcepire la catena del valore e la propria offerta per immaginare nuovi mercati basati su bisogni sociali e abilitare i cluster sociali e stakeholder della propria impresa.

Quando si parla di impatto sociale, spesso si pensa che sia solo rappresentato dalla forma di “charity”, ovvero la destinazione di una parte degli utili generati ad azioni sociali esterne all’impresa, quindi esternalizzando l’azione di responsabilità. Questo ha dei limiti, in quanto la scelta di affidare esternamente azioni di responsabilità sociale è indicatore dell’incapacità dell’impresa di interpretare come strategiche queste azioni, limitando il valore che può creare per la sua impresa. La Corporate Social Responsability, infatti, deve essere concepita come un fattore critico di successo su cui costruire la propria proposta di valore. 

Il massimo esempio di CSR è il concetto di Social Business del Professor Muhammad Yunus, economista e premio Nobel per la pace nel 2006: la capacità di mettere operazioni ad alto impatto sociale nella forma del business. Ogni euro, prima destinato alla charity, diventa una risorsa da investire nell’impresa sociale, andando così a rigenerarsi aumentando il suo valore. 

Oltre a mettere in pratica tale misure, è fondamentale per un’impresa misurarle e capire che vantaggi creano per sé e per la società. Come si può, quindi, misurare tale impatto?

Il dott. Brugnoli presenta il Social Impact Index, uno strumento per la misurazione dell’impatto sociale generato dalle imprese che serve sia per individuare l’impatto attuale, sia per stimare le aree su cui prevedere investimenti futuri. 

Per conoscere meglio lo strumento e per capire cosa voglia dire “avere un impatto sociale” per le imprese, cliccate qui.